Alta Luce Teatro mi ha dato occasione di realizzare uno di quei desiderata che appartengono alla sfera dell’arte, e che custodivo da tempo: assistere al rito sonoro di Bello Mondo, officiato da una poetessa contemporanea che è anche sacerdotessa di Poesia e Bellezza: Mariangela Gualtieri.

Bello Mondo
Mariangela Gualtieri

Non era la prima volta che ascoltavo i fiori che sono le parole cesellate della signora Gualtieri, poetessa e drammaturga del Teatro Valdoca da quasi quattro decenni.

Ricordo con un brivido di emozione, simile a un innamoramento, la sua voce lanciata morbidamente dal “Campanone” di Santarcangelo di Romagna (in occasione di un’edizione passata del Festival dei Teatri) nell’ora del tramonto che segnava il passaggio dagli spettacoli del giorno, alle performances avvolte dal buio della sera.

Mariangela Gualtieri traduce in poesia il suono dell’anima, che profuma di bello come il Bello Mondo al quale lei esprime, con questo lungo poema rituale, la gratitudine che espande la ricchezza dei doni.

In Bello Mondo c’è una voce che si fa corpo per rendere più accessibile la condivisione a cui la Poesia, (resa pubblica e collettiva nel momento stesso in cui stacca le gambe dalle pagine di un libro e alza – leggermente, senza invadenza –) attraverso il tono delle corde vocali, invita.

Bello, il Mondo celebrato come un fratello-sorella di cui si accarezzano affettuosamente i lineamenti, con gesti che sanno di familiarità e comunanza di sangue. Il Mondo, con il suo nome che sa di rotondità bambinesche, ci è al contempo genitore, Madre (e) Terra di cui prendersi cura.

L’ode alla bellezza intrinseca del Mondo, nella sua essenza scevra di condizionamenti, invita a trasformare la comoda abitudine di accusare di bruttura, con una sineddoche impropria: si pensa a una parte, nella quale si ingloba un tutto che non le pertiene.

Il Mondo è, tutto il resto è aggiunta umana.

Ode e invito, ancora, alla gentilezza, che scansa la forma perché non può essere che contenuto, impalpabile e al contempo concretissimo, di un modus essendi et vivendi dovuto al Bello Mondo, quindi a noi tutti. Delicatissima gentilezza, gentile delicatezza, da indossare come sottoveste permanente degli abiti quotidiani.

Così, fra un brano e l’altro, si può vedere il filo che unisce le perle d’amore che si declinano, porgendo il volto ora a un Amato, nel quale si scorge la scintilla del Mondo, ora alle creature moriture e divine che sono pasta di Mondo, ora a un sostantivo che pare astratto, ma ha sempre corpo.

Il tappeto musicale disegna l’aura luminosa di Mariangela Gualtieri, ritagliandola dallo sfondo di velluto nero della scena, e si unisce alla sua voce, nota fra le note che differiscono solo per la forma dello strumento che spande melodia: di Bellezza, faro che guida il Viaggio.

 

Bello Mondo
Bello Mondo – Mariangela Gualtieri

 

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Bello Mondo  – rito sonoro di e con Mariangela Gualtieri

con la guida di Cesare Ronconi

produzione Teatro Valdoca

con il contributo di regione Emilia-Romagna, comune di Cesena

con il sostegno di Emilia – Romagna Teatro Fondazione

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Alta Luce Teatro

Teatro Valdoca

4 thoughts on “Bello Mondo, rito sonoro di ode alla Vita”

  1. Il tuo articolo mi ha ispirato a leggere qualcosa di questa poetessa e vorrei anche andare al teatro Valdoca per vedere Bello Mondo! La poesia è l’anima del nostro mondo!

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