(maggio 2013)

Torno a Granada con una compagna di viaggio: mia mamma, che mi ha raggiunta per l’ultima parte della mia esplorazione della terra andalusa.
Viaggiare in due ha un sapore diverso, rispetto al viaggio in solitaria: né migliore né peggiore, semplicemente una qualità differente.
Riscopro gli stessi luoghi con uno sguardo ampliato; il raggio della visione si allarga, e due coppie di occhi si stimolano l’un l’altra, suggerendo scorci e donando spunti che sarebbero forse sfuggiti ad una sola delle due.
Di tutto ciò che abbiamo condiviso, per cui ci siamo entusiasmate e su cui abbiamo ricamato e scambiato pensieri, parole, abbracci, scelgo di offrire un momento in particolare, al resto del mondo.

La danza dell’amore appassionato, rabbioso, irresoluto, di cui siamo testimoni e compartecipi, in un piccolo locale raccolto sulla sponda del fiume Darro:

Flamenco



Quando la musica si spegne, e i piedi si mettono a riposo, mi chiedo se sia possibile racchiudere, in una piccola scatola interiore, il profumo e la musica dei sentimenti perduti.

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