Esodo – Tributo a Sergio Atzeni, è un intenso spettacolo di narrazione affidato al talento interpretativo del giovane Valentino Mannias, anche autore del testo e regista.

Esodo - Valentino Mannias
foto di Dietrich Steinmetz

Il pubblico è accolto in un salottino ricavato negli spazi del Teatro dell’Arte, dove siede in ascolto della storia di Giancarlo, ragazzo che dalla sua terra d’origine, la Sardegna, sbarca a Venezia per studiare all’Accademia del Turismo e  costruirsi un futuro professionale.

Pitticcu su friusu! – “Che freddo!”: così ha inizio l’avventura della nuova vita di un ragazzo sardo come tanti prima e dopo di lui, che sbarca per la prima volta nelle “fredde” terre del nord Italia.

Non si tratta in realtà di un monologo, ma di un dialogo fra le parole di Giancarlo – Valentino Mannias e la musica e i suoni  di Luca Spanu, che fa anche da spalla e coprotagonista. Uno spettacolo dal sapore forte e deciso come i sapori della Sardegna,come l’odore della sua terra e del suo mare.

Il testo si ispira al romanzo Il quinto passo è l’addio  dello scrittore sardo Sergio Atzeni, ma prende una strada personale, andando a rinvenire ricordi e suggestioni negli album di famiglia, nella registrazione interiore dei racconti di chi nel corso del tempo ha preso una nave per raggiungere “il continente”, e disegnare nuove mappe nella storia della propria vita e di quella dei suoi discendenti.

La traversata in mare di Giancarlo è un piccolo purgatorio – limbo, che lo traghetta dal nido della terra natia, che lo ha allattato con la sua asprezza isolana e i suoi suoni arcaici,  per portarlo all’approdo con la terraferma, dove incontrerà paesaggi nuovi, in senso reale e figurato.

Giancarlo si ritrova a Venezia insieme ad altri ragazzi, che con le loro diverse provenienze costellano la cartina geografica dell’Italia, portando ognuno con la propria storia di vita, diversi lineamenti di un paese variegato e complesso. 

Ma sarà l’esperienza di lavoro in un albergo di montagna del Friuli Venezia Giulia, che lo coinvolge insieme a un compagno nuorese, a segnare il passaggio decisivo di Giancarlo verso l’età adulta.

La scrittura immaginifica di Atzeni, il suo racconto di una Sardegna magica come può essere una terra lontana dal resto del mondo, si ritrova nell’atmosfera al tempo stesso sanguigna e rarefatta dello spettacolo, affidata al sapiente uso delle luci, ad una scenografia essenziale ma estremamente espressiva, all’orchestrazione dei suoni, all’alfabeto fisico di cui si avvale Valentino Mannias insieme alle parole, modellate ora dal dialetto sardo ora dall’italiano.

Esodo - Valentino Mannias
foto di Dietrich Steinmetz

Bona fortuna e bonu viaggiu fillu miu, e abarra attentu!

Con l’eco di parole simili inizia il viaggio dei migranti di tutto il mondo: con l’augurio pregno di amore e timore di un genitore, reale o percepito, con l’ansia di prendere la strada del mare senza sapere se mai più si tornerà a toccare le sponde del volto delle persone amate.

 

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Esodo – Tributo a Sergio Atzeni

Triennale Teatro dell’Arte – viale Alemagna 6, Milano

dal 23 al 28 maggio 2017

di Valentino Mannias
con Valentino Mannias e Luca Spanu
musica Luca Spanu
produzione Sardegna Teatro

 

 

 

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