La 29esima edizione del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina è stata come sempre fertile occasione di intrecci: fra persone, culture, paesi, città, linguaggi artistici.

Fescaal 29

 

I festival come il FESCAAL sono portatori sani di libertà: quella che nasce dalla possibilità di esprimere la propria particolare individualità – che sia quella di un singolo artista, di un paese, di un popolo – con la consapevolezza che tale unicità non potrebbe essere messa in luce senza l’interconnessione con tutte le altre unicità. Ognuno porta dentro di sé frammenti di mondo, anche senza rendersene conto: è dall’incontro che nasce la consapevolezza della radice che tutti unisce, e insieme delle differenze che rendono possibile l’avventura del vivere.

L’edizione 2019 del festival si è aperta con il film Fiori gemelli di Laura Lucchetti, storia dell’incontro fra due adolescenti di origini diverse, e del legame che nasce fra loro, uniti dalla stessa sofferenza interiore, che si aiutano reciprocamente a trasformare in forza grazie alla lingua dell’amore, che parla un silenzio comunicativo che va oltre ogni barriera.

Vincitori decretati sono stati i film Baby di Liu Jie (Cina – Premio Comune di Milano al Miglior Lungometraggio “Finestre sul Mondo”), Brotherhood di Meryam Joobeur (Tunisia – Miglior Cortometraggio Africano), La Gita  di Salvatore Allocca (Italia – Miglior film del Concorso Extr’A), Los Silencios di Beatriz Seigner (Brasile, Colombia, Francia – Premio Città di Milano), opere che raccontano stralci di mondo e variegati scenari politici, culturali, sociali.

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FESCAAL 29

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