Quando, qualche tempo fa, ho letto del piccolo tour in Italia (Torino e Milano le tappe) di Peter Singer, filosofo australiano, portavoce dei diritti animali – e non solo – autore di Liberazione Animale (1975), la cui attività  non conoscevo bene fino a questo momento, ho pensato che fosse un’importante occasione di ascolto.

Peter Singer ha presentato il suo nuovo libro, La migliore cosa che tu puoi fare, nella sala conferenze di Palazzo Reale a Milano.
L’incontro è stato organizzato dalla casa editrice Sonda, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario del Comune di Milano, Vegolosi ed Essere Animali.



Singer ha introdotto la sua breve conferenza spiegando le origini del concetto di altruismo efficace, inaugurato dal filosofo inglese del XIX secolo Henry Sidgwick, e il suo significato più profondo: vivere una vita pienamente etica facendo ciò che e’ il meglio possibile per noi. Una valutazione relativa e personale che cambia da una vita a un’altra, ma che rimane sempre e comunque efficace. Proprio perché è il nostro meglio.

Di grande importanza un elemento che il filosofo e saggista ha particolarmente a cuore, e che porta avanti nella sua missione di creare coscienza sul tema dei diritti animali: secondo una prospettiva universale il bene di ogni individuo è equivalente a quello di ogni altro.

Singer
passa poi a illustrare alcuni esempi di vite nelle quali l’altruismo efficace si è espresso attivamente.

Toby Ord pratica da studente l’altruismo efficace donando quella parte del suo fondo di studio che ritiene sia “in più” rispetto ai suoi reali bisogni. Quando inizia a lavorare percependo uno stipendio, dona sempre di più in proporzione a ciò che può detrarre e risparmiare dai suoi guadagni.
Condivide i suoi “calcoli” perché le persone capiscano quanto possano fare, dando vita a: www.gigingwhatwecan.org (dare ciò che possiamo).

Julia Wise fin da bambina pensa che non sia giusto spendere soldi nelle cose superflue quando altri bambini nel mondo soffrono la fame. Così, da adulta crea il progetto www.givinggladly.com (donare con piacere).

Matt Wage è uno studente di Peter Singer a Princeton. Fa una scelta coraggiosa, che forse non tutti possono capire fino in fondo: rinuncia a portare avanti la carriera accademica, per accettare un lavoro ben retribuito a Wall Street, che gli consente di aiutare economicamente un numero maggiore di persone, attraverso donazioni alle associazioni umanitarie. Se è vero che si inserisce in un ambito controverso, quello di un’economia non sostenibile, riesce però a “compensare” con il bene che può fare grazie al denaro che guadagna.
Anche Wage crea un progetto, chiamato 80000 Hours (www.80000hours.org) attraverso il quale dispensa consigli sul modo in cui ognuno può fare la differenza nel proprio ambito lavorativo (80000 ore è la media del tempo dedicato al lavoro nell’arco di una carriera).

Venendo a una parte che mi sta particolarmente a cuore, Peter Singer passa a spiegare come, quando si prende in considerazione la vita degli animali rispetto a quella degli esseri umani, per molte persone la valutazione si faccia più difficile.
Nel suo libro Liberazione animale Singer afferma che ogni essere vivente deve godere dello stesso tipo di considerazione: se la premessa è la consapevolezza che il dolore sperimentato è uguale per tutti gli esseri viventi, il postulato è cristallino, e qualsiasi dubbio sull’eguale diritto di ogni essere vivente a vivere una vita felice e degna, svanisce.

Singer parla degli allevamenti intensivi, portandoli come esempio di sofferenza assolutamente non necessaria, e fonte di immenso dolore per gli animali.
J. Webster (Bristol University) li cita come “l’esempio più grave e sistematico di inumanità verso un altro essere senziente”.

Volete sapere come funzionano le cose, in quell’inferno in terra?

I polli sono fatti ingrassare velocemente in tempi molto brevi, perché possano essere pronti a venire uccisi quando avranno sei settimane di vita. La loro struttura ossea non è in grado di sostenere il peso che vanno via via assumendo, e la conseguenza è che le gambe cedono, e l’animale cade letteralmente su se stesso. Paralizzato. Ma non è finita: dal momento che i polli vengono alimentati attraverso canali inseriti nelle corsie dello spazio nel quale “vivono”, un animale che fa una fine del genere non potrà più alimentarsi, e morirà disidratato. 
Queste uniche sei settimane di vita concesse a un pollo rappresenteranno una lunga odissea di sofferenza e perdita di qualsiasi tipo di dignità. A voi la riflessione.

Per concludere, Peter Singer riassume in cosa consista, a grandi linee, il concetto di Altruismo Efficace: capire cosa è il meglio che possiamo fare, con ciò che siamo in grado di donare.

Singer cita il suo amico Henry Spira, che in vita ha fatto molto per i diritti animali, e, prossimo a morire, si è dichiarato molto soddisfatto di come aveva vissuto la sua vita.

Ma attenzione: non è solo il denaro l’unica forma di donazione di cui possiamo disporre: prendendo spunto dalla domanda di una persona del pubblico (che interroga Singer, esprimendo anche il mio pensiero, in merito a possibilità del “donare” diverse da quella economica ), Peter Singer afferma che possiamo certamente offrire le nostre competenze professionali e i nostri talenti al posto del denaro, attraverso molteplici opportunità e forme di volontariato.

Conclusione: la conferenza ha riassunto in poco tempo un argomento molto esteso, che si potrebbe aprire a ventaglio, esplorando le diverse declinazioni del concetto di fare il nostro meglio possibile per…per chi o per cosa? per gli altri esseri umani, per gli altri esseri viventi. Per tutti gli esseri viventi, per una visione, per un ideale etico. Per noi stessi, di conseguenza.

Si è trattato quindi di uno spunto – che approfondirò leggendo il libro La migliore cosa che tu puoi fare – che ha già inizato a lavorare dentro di me, facendomi capire, per esempio, che quell’adozione a distanza di un animale (attraverso uno dei tanti rifugi in Italia e nel mondo), che da tempo desidero fare, è facilmente realizzabile facendo alcune scelte che mi consentono di recuperare quel poco che serve per investire nel miglioramento delle condizioni di vita di un altro essere vivente.

Cosa ho imparato: allenare lo sguardo. Essere creativi in ogni ambito della vita: questo porta alla concretizzazione della nostra visione.

 

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