Scrivere dell’India è un processo che segue tempi affini a quelli che preparano il momento maturo per raggiungerla: le parole si sciolgono quando le emozioni sono sedimentate per il tempo necessario.

Un viaggio in India è un’esperienza diversa da qualsiasi altra. L’India, come un Maestro, o come la Grande Madre della quale indossa le vesti e il cuore, chiama ognuno quando il suo personale momento è arrivato alla maturazione necessaria per incontrarla. Non prima, non dopo.

Molti fra noi che abbiamo incontrato India, si sono lasciati confondere nel tempo,  provando più volte a intraprendere il viaggio per raggiungerla; ma quando il momento giusto per il nostro volo non era ancora giunto, la vita ci ha amorevolmente posto in mezzo altre esperienze, altri incontri, altro, che ha messo le distanze giuste per quel momento, perché fossimo pronti quando fosse giunto il richiamo inconfondibile di India.

Il mio incontro con l’India non ha portato con sé quel famoso schock iniziale di cui molti parlano: ogni primo passo che ho compiuto sul suo corpo, in mezzo alle creature viventi la cui vita è sbocciata fra le sue braccia, ha fatto riaffiorare sensazioni già conosciute, per me. Come fossi tornata in una mia antica Casa.

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I doni dei quali India mi ha adornata

I miei giorni in India, che compiendo passi di danza lievi si sono sgranati in settimane e mesi, sono stati liberi e armonici per tutta la prima parte del mio viaggio.

La pazienza delle attese che mi ero preparata a indossare mi ha ripagata con lente corse senza intoppi, e il mio corpo mi ha sostenuta con immutata forza ed energia, come se, ancora una volta, mi si ricordasse che non avevo bisogno di adattarmi. Ogni cosa era già nota al mio corpo e al mio spirito.

Quando sono caduta, è stata un’immersione nelle profondità di un oceano che voleva farmi conoscere i suoi colori, per poi farmi riemergere con ali fiorite: sì, ho assaggiato anche qualche sapore amaro, ma si è subito tramutato in un nutrimento dal gusto dolce e nutriente.

Sono partita da sola, ma India ha messo sulla mia strada innumerevoli preziosissimi incontri che mi hanno avvolta, ognuno a suo modo, in un abbraccio caldissimo, morbido come la sua terra.

India si è incarnata in ogni Essere Umano e Animale incontrato, ognuno dei quali mi è stato Maestro, mettendomi con forza amorevole davanti allo specchio del quale più temiamo il riflesso.

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 Le tappe del mio Incontro con India

Prima di partire, avevo deciso che non mi sarei fatta prendere dall’avidità del voler troppo fare e vedere, scegliendo di viaggiare con lentezza, come amo fare anche nel viaggio della vita quotidiana.

Mi erano arrivate chiamate da più parti di India, ma alla fine la scelta è ritornata sul sud, Tamil Nadu e Kerala: ho esplorato, colto ogni sensazione e raccolto incontri, ho dedicato parte del mio tempo a servire e accompagnare la vita degli Esseri Animali, dimostrando in azione il mio amore per loro.

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In Tamil Nadu ho ammirato la bellezza raffinata e maestosa dei templi maggiori, e di piccoli luoghi di culto incontrati lungo la strada, o ai quali mi hanno condotto le persone con cui ho avuto la fortuna di condividere parte del mio tempo.

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La ricchezza dei templi induisti – Kanchipuram

Sono stata la fotografa personale della cerimonia della rasatura dei capelli di una bellissima bambina di due anni a Mamallapuram.

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La cerimonia rituale di rasatura dei capelli, con la piccola Lia – Mamallapuram

A Chennai sono salita sul mio primo tuk- tuk, ho imparato a conoscere e adattarmi alle abitudini dei guidatori di rickshaw, e grazie a loro sono stata indipendente in una città dalla cui conoscenza la maggior parte dei viaggiatori rifugge senza approfondimento.

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Tuk – tuk in attesa di clienti in Lock Street – Chennai

Ad Auroville ho fatto una delle esperienze più forti e intense del mio percorso spirituale, entrando nel Matrimandir, e commuovendomi per qualcosa che non so tradurre a parole.

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Auroville – Il Matrimandir

A Tiruvannamallai, dove la montagna sacra di Arunachala osserva il muoversi delle creature viventi attorno a sé, e influisce sulla loro evoluzione, nel modo più consono per ognuno, ho vissuto momenti che per la loro intensità mi sono sembrati pari a lunghi anni. Sono stata felice, ho prosciugato ogni energia, ho riassaporato emozioni sopite e affrontato altre dalle quali avrei voluto rimanere lontana. Ho compiuto il Giri Pradakshina attorno ad Arunachala, durante la notte di luna piena, insieme a migliaia di pellegrini indiani e di altre nazionalità, senza sentire alcuna fatica per i 16 kilometri di strada percorsa. Qui ho superato ogni barriera che tiene lontani dall’Amore, abbracciando giorno dopo giorno creature luminose con il corpo fisico di cani ammalati che chiedevano l’affetto che spetta anche a loro, come a ogni creatura vivente.

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La montagna sacra di Arunachala – Tiruvannamallai

A Pondicherry  ho praticato le basi del pranayama salutando l’alba da una terrazza affacciata sulla chioma blu aranciata dell’oceano.

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Praticando il Pranayama all’alba, su una terrazza affacciata sull’Oceano – Pondicherry

A Trichy ho imparato a comunicare andando oltre i fonemi indossati dalle lingue.

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Madurai ho ricevuto in dono il più bel complimento per una donna da voci femminili.

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In Kerala i miei occhi e i miei sensi tutti hanno goduto della bellezza rigogliosa della natura:

Ad Amritapuri, nell’ashram di Amma, ho assaporato giorni di pace, immersa in una serenità che per tanto tempo mi è sembrata lontana. Mi sono lasciata avvolgere dall’Abbraccio di una Madre Maestra d’Amore incarnata nel morbido corpo di una bellissima donna indiana dallo sguardo risanatore e dalla voce che è uno strumento di musica divina.

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Una natura rigogliosa e generosa come Mahatma Amma – Amritapuri

Ad Alleppey  ho solcato la laguna, e sono stata testimone della bellezza impagabile del tramonto del sole salutato dalla voce sottile e alata degli uccelli.

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Tramonto sulla laguna – Alleppey

Munnar ho girovagato in motorino insieme a un amico giapponese, sulle colline ammantate del verde smeraldo delle piantagioni di the.

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A zonzo fra le piantagioni di the in motorino – Munnar

A Kochi ho assistito al talento che si veste della sapienza della tradizione, attraverso le performances di Katakhali.

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Spettacolo di Katakhali – Fort Kochi

Ho sorriso alla scatola magica che racchiudeva come la coda di una volpe uno spettacolo dentro uno spettacolo: quello di uomini, donne e bambini indiani davanti al mare, delle loro voci ridanciane che giocano con le onde, come fossero l’epifania di animali mitologici e meravigliosi.

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L’uomo della nuvola di zucchero rosa e le bambine davanti al mare – spiaggia di Mamallapuram

Sono stata ospite di meravigliosi Esseri Umani a Chennai, Mamallapuram, Pondicherry, Trichy e Kochi,  ho incontrato altrettante Anime Belle lungo le tappe del viaggio, e con alcune di loro ho proseguito il cammino per il tempo di alcuni passi, a volte lunghi, altre più brevi.

 Viaggiare IndiaIndia

Durante i due mesi e qualche giorno trascorsi in e con India mi sono sempre spostata con i mezzi pubblici quando ero da sola: soprattutto con bus locali,  a volte in treno, e in tuk- tuk.IndiaIndiaIndiaIndia

A Chennai e Pondicherry sono stata ospite dell’auto privata dei miei meravigliosi ospiti, e ho condiviso frammenti di umanità con uno dei loro autisti, che mi ha onorata condividendo con me il racconto della sua storia e delle sue emozioni.

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Ogni volta sono stata oggetto-soggetto di gentilezza e aiuto da parte delle persone indiane che viaggiavano insieme a me.

 

Viaggiare in treno in India è poi qualcosa di cui non può mancare esperienza: la vita nella quale ci si immerge è qualcosa grazie a cui si impara moltissimo su uno dei paesi più ricchi di sfaccettature al mondo come è India.IndiaIndia

 

 

 

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 Il cordone ombelicale dell’Anima

E’ vero: da India non si fa mai davvero rientro.

Me ne sono accorta quando era trascorso un po’ di tempo dal mio rientro: se all’inizio ai miei occhi che si muovevano sulle strade di una città italiana mancavano i colori e le fantasie degli abiti delle donne e dei bambini d’India, e mi sentivo destabilizzata dal non ritrovare quelle abitudini indiane che erano diventate anche le mie, è stato più tardi che la malinconia d’India mi ha chiamata più forte, ancora e ancora.

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Le amicizie nate in India, indiane e internazionali, restano fra le più intense che ho vissuto in vita mia. Molte continuano a essere alimentate, altre so che ci sono e che ci aspettiamo reciprocamente, altre mi hanno insegnato ad accettare che a volte si condivide un solo tratto di strada, e che, breve o lungo che sia, ne è sempre valsa la pena.

E’ stato questo viaggio, più che qualsiasi altro, a donarmi la capacità di accettare che arriva un momento in cui ci si deve salutare, per proseguire ognuno lungo il proprio viaggio. Lo si fa con un sorriso condito da lacrime di cristallo liquido e prezioso, e non c’è barriera linguistica o culturale che si frapponga all’abbraccio che protegge la bellezza della strada condivisa.

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Le puntate precedenti del viaggio in India:

Travel Dreams: la mia India

La mia India, un Viaggio di Incontro

 

24 thoughts on “India, il cordone ombelicale dell’Anima”

  1. Un viaggio per trovare la vera semplicità della vita! Articolo meraviglioso!!! Le foto che hai postato mi hanno fatto sognare ad occhi APERTI…Non vedo l’ora di poter ammirare questi posri fantastici da vicino.

  2. Thanks Ms.Gaia for writing this beautiful article on our country and people without any exaggeration. I personally extend my warm welcome to all of the people who have commented on this article to come to India and experience the aroma of world’s oldest Indian culture on their own. “Loka samastha sukhino bavanthu”- let there be happiness in the entire world.

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