Incontrare dal vivo Angaangaq Angakkorsuaq, sciamano e attivista per l’ambiente groenlandese, è una benedizione per l’Anima.

Nel mese di marzo la preziosa occasione è stata duplice. Prima un incontro aperto, che si apre con un caldo abbraccio donato ad ogni partecipante, al quale Angaangaq chiede il suo nome, rispondendo con un tenero colpetto sul proprio cuore: Angaangaq – “io sono Angaangaq, ti riconosco e ti accolgo“. Sono seguiti due giorni intensi di seminario, che sono stati un lungo, profondo Abbraccio.

Per me si è aggiunto un altro dono: la possibilità di intervistare Angaangaq in merito ai temi sui quali porta l’attenzione collettiva. Ecco le sue risposte, di una semplice e cristallina saggezza.

(L’intervista è stata realizzata in collaborazione con Paola Maria Raimondi, e con il supporto di Adelgunde Müller, assistente di Angaangaq in Italia.

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Cosa significa per te essere uno sciamano, e qual è il tuo compito, come sciamano?

Non ho nessuna idea di cosa significhi essere uno sciamano. La responsabilità dello sciamano è di  recuperare le cerimonie.

Mia nonna diceva che il mondo in cui vive era veramente grande, e ha perso la cerimonia. Perché l’influenza di molte persone, di nuove fedi, nuovi pensieri, il non credere più nelle tradizioni indigene, il mondo in cui viviamo ha perso la tradizione delle cerimonie.

Quindi la responsabilità di uno sciamano è quella di riportare le cerimonie, perché la vita in se stessa è una Cerimonia, che vale la pena di essere celebrata.

È  così interessante che mia nonna diceva che quando la cerimonia perde il suo spirito, diventa un rituale. Come facciamo a sapere quando lo spirito della cerimonia viene perso? Quando la gente comincia a fare le cose come sono sempre state fatte; nessuno chiede più “perché”, ma lo fanno perché è sempre stato fatto così.

 È interessante che mia nonna dice che il mondo stesso così com’è è pieno di rituali. La bellezza della cerimonia è sparita.

Come si è formato il ghiaccio nel cuore degli uomini?

Perché ci siamo allontanati dall’altro, non siamo più connessi fra di noi. Lo puoi vedere quando vai in città: puoi vederlo in metropolitana….c’è tantissima gente, ma non si vedono fra di loro, non si riconoscono, non conoscono i loro nomi. Nessuno ci chiede “come stai?” e “come sta la tua famiglia?”. Non ti chiedono dove vai.  È come se tu non esistessi. Questo ci allontana fra di noi. In Italia tantissime famiglie non sono più connesse fra di loro: per questo il ghiaccio è diventato così spesso.

Gli anziani dicono “solo sciogliendo il ghiaccio nei cuori l’umanità sarà in grado di cambiare, e solo sciogliendo il ghiaccio nei cuori l’uomo avrà la possibilità di cambiare e cominciare a usare la sua conoscenza con saggezza.

Qual è il messaggio più importante che ci dà la Madre Terra in questo momento?

Ci fa capire che non siamo stati molto buoni con lei. Gli anziani delle tradizioni cinquanta anni fa sapevano cosa stava succedendo, non per causa loro ma dal mondo esterno; perciò hanno mandato il loro messaggero fuori nel mondo per dire al mondo che è necessario cambiare: se non cambiamo, verremo distrutti. Abbiamo distrutto tutto quello che c’è. Hai notato che i boschi in Italia sono molto diminuiti? Le foreste e i boschi in Europa e Nord America stanno scomparendo. Anche in Russia, in Cina….dappertutto. Abbiamo usato i boschi, e non abbiamo rimpiazzato gli alberi.

Come possiamo essere tutori della Madre Terra?

Non c’è più nulla che possiamo fare. Ora dobbiamo creare speranza, perché è troppo tardi. Mia madre direbbe: “ non importa se ci credi o no. E’ troppo tardi. Non importa se ci credi o no: è troppo tardi perché non avete fatto le cose come avremmo dovuto fare.

E’ così interessante: più siamo diventiamo istruiti, nelle accademie, nelle università, più andiamo avanti scientificamente e tecnologicamente – adesso usiamo delle sostanze chimiche per crescere le nostre piante, perché la Terra non ha più la forza di produrre il cibo per noi. Adesso in questo piccolo paese che è l’Italia, con 60 milioni di persone ho sentito che più dell’80% del cibo o forse più deve essere importato. Uno dei prodotti più importanti italiani è l’olio d’oliva, e a causa del cambiamento climatico gli ulivi sono stati danneggiati.

Cosa è per te la gentilezza? La gentilezza guarisce?

Sì. Ma non posso essere gentile con te, se non sono in grado di essere gentile con me stesso. Devo imparare così tanto, per diventare gentile con me stesso, e sono il peggior nemico di me stesso, perché ho una mente molto grande, e invece di usarla in modo positivo, la uso per buttarmi giù. Questo è davvero dannoso. Come sai, se tu non ti tratti bene, è difficile trattare bene gli altri, e lo puoi vedere nel mondo occidentale.

Quando diventi gentile con te stesso, sai come essere gentile con gli altri, e questo in sé è già uno strumento di guarigione per te, e poi lo diventa anche per gli altri.  È come l’altare: è uno strumento per la preghiera, perciò tu diventerai strumento per la gentilezza.

Angaangaq Angakkorsuaq – foto di Gaia Gulizia

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Vi racconto chi è Angaangaq Angakkorsuaq:

www.icewisdom.com

2 thoughts on “Intervista con Angaangaq Angakkorsuaq”

  1. mi ha colpito il tema della Gentilezza, che ho intenzione di approfondire.
    complimenti bel blog
    Massimiliano

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