Cristiana Morganti, danzatrice e coreografa italiana, ha fatto parte della famiglia del Tanztheater Wuppertal per lunghi anni, lavorando a stretto contatto con Pina Bausch.

Un’esperienza stra-ordinaria, come è del resto la vita di una danzatrice che intraprende un lungo percorso professionale e umano, che inizia molto spesso dalla più giovane età.

In scena viene offerto il risultato finale di una lunga strada spesso accidentata, le cui tappe sono fatte di intenso studio, fatica, scoramento, che si alternano alla soddisfazione e alla gioia di raggiungere quei risultati che sono plasmati da un lavoro di squadra compiuto dal talento unito all’allenamento costante.

Alle spalle della scena c’è sempre il dietro le quinte, non solo come luogo fisico, ma anche come stanza delle emozioni: è  da questo spazio interiore che Cristiana Morganti si racconta, sfoderando un’autoironia davvero fuori dal comune, che è anche strumento per mettersi a nudo con più leggerezza.

Sul palco del Teatro dell’Arte di Milano Cristiana Morganti instaura un rapporto diretto con gli spettatori, abbattendo la quarta parete; monologhi interiori con il sonoro amplificato, con parole che saltellano insieme ai passi di danza, si alternano a chiacchierate con il pubblico nel corso delle quali Cristiana Morganti racconta come, quasi per caso, sia entrata da ragazzina nel mondo della danza, iniziando a frequentare l’Accademia Nazionale di Danza di Roma.

Jessica and Me
Cristiana Morganti in una scena dello spettacolo – foto di Claudia Kempf

Fra i momenti più esilaranti ci sono gli spezzoni di interviste dell’alter ego di Cristiana a se stessa: la sua voce registrata su un nastro echeggia da un registratore portatile, esibendosi nei panni di un’imbarazzante giornalista alla ricerca di notizie “succose” sulla vita di una ballerina italiana nel leggendario Tanztheater, a stretto contatto con un mito del teatro danza internazionale come Pina Bausch.

Jessica and Me
Cristiana Morganti in una scena dello spettacolo – foto di Claudia Kempf

Questo è ciò che potrebbe apparire al primo impatto, ma addentrandosi più in profondità nelle sfumature di significati, si trova una riflessione sul senso dello stare in scena: chi è, quell’altro da sé che subisce una metamorfosi del corpo e dello spirito, ricevendo diritto di esistenza dalle tavole di un palco, e dagli sguardi che abitano la penombra della platea, agganciandolo alla vita?

Ma anche: qual è la vita reale? La vita è teatro, o è il teatro che dipinge la vita, aiutando a comprenderla? Sono quesiti che qualsiasi artista prima o poi arriva a esplorare, e porge a sua volta.

Una cosa è certa: con Jessica and Me Cristiana Morganti regala sorrisi e incanto, come un’artista consapevole sa fare.

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Jessica and Me

di e con: Cristiana Morganti
collaborazione artistica: Gloria Paris
disegno luci: Laurent P. Berger
video: Connie Prantera
consulenza musicale: Kenji Takagi
editing musiche: Bernd Kirchhoefer
direttore tecnico: Jacopo Pantani
tecnico suono/video: Simone Mancini
tecnico luci: Sgommino Berselli

produzione: il Funaro – Pistoia
in coproduzione con: Fondazione I Teatri – Reggio Emilia

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Il programma della Triennale Teatro dell’Arte di Milano

4 thoughts on “Jessica and me – Cristiana Morganti, Pina Bausch, e l’autoironia”

  1. Ho fatto teatro per molti anni e danza per il doppio degli anni del teatro eppure il teatro danza è così complesso che fatico a capirlo bene. mi piacerebbe vedere lei dal vivo, da come ne scrivi sembra un’artista molto interessante

    1. Il teatro danza è un’arte a sé….io, che sono stata attrice e performer per lunghissimi anni (e sto riprendendo poco a poco l’attività), lo amo molto, perché rappresenta l’essenza del linguaggio poetico fatto corpo.

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