Modou Gueye è un artista senegalese, emblema della capacità di ricrearsi attraverso il talento, la forza di volontà e l’intelligenza.

In occasione del XXIV Rapporto Ismu sulle migrazioni 2018, che si è svolto all’Università degli Studi di Milano, Modou ha offerto, insieme al musicista senegalese Khadim Mbengue, una performance che attraverso narrazione e musica racconta la storia di un uomo costretto a migrare, a lasciare per necessità il paese delle sue origini come un uccello migratore, ma senza la spensieratezza e la leggerezza delle ali che consente di attraversare il mondo senza paura dei confini umani.

Modou-Gueye-Lo-Strappo
Modou Gueye sul palco dell’aula magna dell’Università Statale di Milano
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Il musicista Khadim Mbengue

Modou dà vita a un racconto vivo (grazie al testo di Martino Lo Cascio), che narra la storia di un ragazzo che quasi trenta anni fa arrivò in Italia dall’Africa, la vicenda dell’uomo che passando attraverso le difficili tappe che la vita in un paese straniero comporta – ancor più quando si tratta di una scelta obbligata- arriva a diventare esempio di successo nel compimento di un viaggio impegnativo come può essere quello dell’incontro – spesso scontro – con una cultura diversa.

La musica accompagna il viaggio verso la partenza – la faticosa semina per raccogliere il denaro necessario a spiccare il volo verso un’altra terra, al di là delle onde – e la traversata per mare, nel che non tutti i viaggiatori riescono a superare. I volti e le storie in essi racchiusi restano echi nella memoria dell’anima di chi, alla fine, arriva. Ma è solo l’Inizio. Di un altro Viaggio.

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Modou Gueye e Khadim Mbengue

La citazione del camaleonte, che grazie alla mimetica della sua pelle ha la possibilità di essere ovunque a casa propria, riecheggia la resilienza degli esseri umani che si trovano a dover ricostruire una casa innanzitutto interiore, fatta di inter-relazioni, percorsi geografici ed emozioni.

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La platea dell’Aula Magna dell’Università Statale di Milano in ascolto
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Una breve presentazione del progetto legato alla performance “Lo strappo”, al termine dello spettacolo

L’ironia condisce la serietà del tema, grazie alla verve di Modou Gueye, performer ed essere umano di grande spessore, che tanto ha da insegnare a chi sia disposto ad ascoltare.

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Per approfondire il tema dell’intercutura: Cascina Casottello, gestita da Sunugal (associazione italo-senegalese di cui Modou Gueye è il presidente) e Le Fate Artigiane, si propone come “centro internazionale di quartiere“, a Milano.

 

 

 

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