Macbettu, un profondo noir sonoro

Macbettu, un profondo noir sonoro

Macbettu, produzione del Teatro della Sardegna con Teatropersona, si presenta come un allestimento unico nel suo genere.

Alessandro Serra, regista dello spettacolo, attiva alla massima potenza due ingredienti: il carattere noir del Macbeth di Shakespeare, e la lingua gutturale della Barbagia,  che  diventa un linguaggio che coinvolge tutto il corpo degli attori in scena.

Seguendo la tradizione del teatro elisabettiano, gli interpreti sono tutti uomini, il che a livello sottile accresce la “virulenza” dello spettacolo.

Il percorso di creazione di Alessandro Serra attinge dalla ricerca condotta nell’ambito di un reportage fotografico sul carnevale della Barbagia, dal quale porta il carattere terrigno – nel senso etimologico riferito agli animali che vivono sottoterra – che fa indossare ai personaggi sulla scena, veri e propri demoni dal potere incantatorio.

Le tradizioni più arcaiche della cultura sarda vestono la scena, con suoni cupi e sotterranei, rituali dionisiaci, e pietre che paiono forme di un pane duro e robusto, atto a nutrire gli appetiti di creature senza controllo.

Le tre streghe sono grossi pipistrelli che con le loro movenze grottesche e risate sinistre creano la cornice di uno spazio apparentemente vuoto, ma colmo di una polvere alta come onda, che si alza al passaggio delle anime pesanti di Macbettu e della sua signora in nero, una Lady Macbeth alta e imponente, insieme agli altri inquieti personaggi macchiati di sangue, rabbia e paura.

Macbettu - Sardegna Teatro
foto di Alessandro Serra

Emerge con grande evidenza l’influsso di Grotowski nell’uso della voce e del corpo, protagonisti della scena, e strumenti usati con sapienza e padronanza da ogni singolo interprete.

La scenografia, scarna ed essenziale, si uniforma e risponde perfettamente all’atmosfera complessiva dell’opera scespiriana e dell’allestimento di Sardegna Teatro/Teatropersona: gli oggetti si animano in dialogo con gli attori, che attorno a loro modellano il proprio muoversi.

Macbettu - Sardegna Teatro
foto di Alessandro Serra

Lo spettacolo è  onomatopeico, un roco concerto di suoni striscianti, graffiati, insinuanti, e poi urlati che convergono in ultimo nel nero delle vesti dei personaggi, nelle quali covano preparando il balzo ferino successivo, in una danza circolare che ricorda quella del sabba.

Cosa ci rimane, della storia di Macbettu?

L’eco di un’immagine: un uomo solo, seduto sull’ombra di un trono mentale; i suoi pensieri alzano la voce, tradotti nella lingua delle montagne della Barbagia, che conferisce ancora più asprezza alle parole di Shakespeare :

“La vita non è che un’ombra che cammina; un povero commediante che si pavoneggia e si agita, sulla scena del mondo”

 

Macbettu - Sardegna Teatro
foto di Alessandro Serra

 

***

Macbettu

Triennale Teatro dell’Arte

viale Alemagna 6, Milano

dal 23 al 28 maggio 2017

tratto da Macbeth di William Shakespeare
con Fulvio Accogli, Andrea Bartolomeo, Leonardo Capuano, Andrea Carroni, Giovanni Carroni, Maurizio Giordo, Stefano Mereu, Felice Montervino
traduzione in sardo e consulenza linguistica Giovanni Carroni
collaborazione ai movimenti di scena Chiara Michelini
musiche: pietre sonore Pinuccio Sciola
composizioni pietre sonore Marcellino Garau
regia, scene, luci, costumi Alessandro Serra
foto Alessandro Serra
produzione Sardegna Teatro e Teatropersona
 con il sostegno di Cedac Circuito Regionale Sardegna, Regione Toscana Sistema regionale dello spettacolo dal vivo

 

 

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