Mexico! Un cinema alla riscossa che fa sentire la sua voce

Mexico! Un cinema alla riscossa che fa sentire la sua voce

Il cinema Mexico, piccola e intima sala nella zona dei navigli milanesi, rappresenta un esempio di resistenza e passione, grazie a colui che ne è da sempre l’anima: il signor Antonio Sancassani.

Mexico! Un cinema alla riscossa
La locandina del film

Antonio Sancassani  ha “adottato” il cinema di via Savona nel 1977, e da quel momento non l’ha più abbandonato: se ne è preso cura, l’ha cresciuto e nutrito di cultura, come un figlio di cui continua ad essere l’orgoglioso tutore.

La storia del cinema Mexico e di Antonio Sancassani è diventata un film documentario grazie all’idea del regista Michele Rho, che prende spunto per parlare, grazie alla testimonianza di Sancassani e di altre personalità dell’ambiente del cinema, delle modalità che stanno dietro alla circolazione dei progetti cinematografici, delle difficoltà per i cineasti indipendenti, e della moria di sale cinematografiche nella città di Milano.

Nel film appaiono poi stralci di immagini di archivio del tempo nel quale il cinema era vissuto come un Eden nel quale ammorbidire le tensioni della vita quotidiana, e uscirne rigenerati dopo aver fatto un bagno nella sospensione che la visione di un film creava: fuori dalle sale le file erano lunghe come se venisse distribuito il pane.

Rendersi conto di quanti siano i cinema scomparsi a Milano stringe il cuore: ricordare, insieme ai loro nomi, i momenti della propria vita che sono transitati in quei luoghi, ha un sapore amaro e malinconico, che si colora anche di sdegno, pensando alle ragioni che il più delle volte hanno portato alla loro chiusura: la cultura è ancora troppo spesso considerata meno utile e importante di un fast food, di un negozio di abbigliamento, o dell’ennesimo store di un brand internazionale di telefonia (pensando al caso recente della chiusura del cinema Apollo).

Perché? Per la legge del commercio, che porta a ritenere – e a decidere – che gli esseri umani siano una massa di menti omologate e obnubilate la cui esistenza sia orientata all’accumulo di beni materiali, preferibili al nutrimento interiore del quale un cinema, un teatro o uno spazio culturale sono portatori.

Se penso alla tenacia e alla passione per il cinema di Antonio Sancassani, e insieme a lui a tutti coloro che lottano per la salvaguardia della cultura dalle grinfie di chi ne fa scempio, mi viene in mente la figura di leggendari cavalieri dallo scudo potente, che difendeno a spada tratta i loro “protetti” da chiunque voglia rapirli per lasciarli appassire in una segreta, dimenticati. Perché è così che vanno le cose, e c’è poco di romantico: per gli esercenti delle sale cinematografiche essere “pilotati” nella scelta dei titoli di film da inserire nella programmazione è una prassi; tutti sanno che devono comprare “il pacchetto completo” dai distributori, che spesso sono anche gli stessi produttori di quei film che compaiono in un listino unico, dal quale quasi sempre sono escluse le opere prime, o quei film considerati troppo di nicchia per fare parte della grande distribuzione.

Sancassani non manca di senso pratico: nella sua lunga esperienza di gestione di sale cinematorafiche, prima con un piccolo cinema nella natia Bellagio(ora scomparso), e poi a Milano con il cinema Mexico, ha imparato a conoscere la tipologia dei “suoi” spettatori, e cerca di unire nelle scelte che compie ciò che risponde al suo gusto personale con le esigenze di un pubblico ormai affezionato.

Sancassani ha un vero fiuto, che si può chiamare talento, nello scovare nella scatola delle “chicche” che gli vengono proposte, quei frutti del cinema indipendente che, snobbati altrove, nel suo cinema hanno visto una vera fioritura. Primi fra tutti Il Vento fa il suo giro, del regista bolognese Giorgio  Diritti, che al cinema Mexico ha avuto casa per due anni di proiezioni ininterrotte con grande affluenza di pubblico, caso più unico che raro.

Il vento fa il suo giro -la locandina

Cosa dire poi della leggenda del Rocky Horror Picture Show ? Una vera e propria esperienza di cinema interattivo senza precedenti in Italia, diventato la leggenda del cinema Mexico. Sancassani intuì che quel gruppo di ragazzi americani che facevano baccano durante la proiezione del film di Jim Sharman (tratto dallo spettacolo The Rocky Horror Show di Richard O’Brien, del 1973) gli stavano suggerendo di creare qualcosa di nuovo, mai visto prima di quel momento in Italia: da circa vent’anni ogni venerdì sera il cinema Mexico indossa le vesti giocose e trasgressive dei personaggi del film americano, che vivono dentro e fuori lo schermo, e nelle facce divertite del pubblico, chiamato a partecipare e, per una volta, a farsi sentire invece che fare silenzio. Tanti attori professionisti e non professionisti ricordano nel documentario la loro esperienza nelle vesti del Rocky Horror del cinema Mexico, vera e propria scuola di crescita – umana e professionale – per ognuno di loro.

Mexico! Un cinema alla riscossa

Nel documentario di Michele Rho ascoltiamo la storia del cinema Mexico soprattutto dalle parole di Antonio Sancassani, lo accompagniamo a ritirare un film, seguiamo le sue telefonate con gli autori che propongono le loro opere per una proiezione, entriamo in sala con lui mentre controlla che sia tutto a posto per il tuffo nel magico buio della proiezione del film, e ne usciamo insieme agli spettatori, ai quali, come di consueto, Sancassani chiede con sincero interesse: “Le è piaciuto il film?”.

Emerge con forza il lato umano di Sancassani soprattutto quando a più riprese parla del padre, al quale, dice, avrebbe voluto mostrare quello che è riuscito a fare della sua vita, della conquista di una passione realizzata, delle conferme di stima e affetto da parte della comunità di persone che di cinema e nella cultura vivono e fruiscono come di un nutrimento. Di questo, io credo, abbiamo bisogno nel mondo culturale e non solo: di persone che si mostrino come Esseri Umani che abdicano alla persona nel senso latino di personaggio che indossa una maschera che ne cela il vero volto.

Sono tante le testimonianze degli amici di Antonio Sancassani, fra i suoi collaboratori e persone che lavorano nel cinema (fra loro Moni Ovadia, Maurizio Porro, Claudio Bisio, Isabella Ragonese, e tanti altri).

Tenevo molto a vedere questo film, ed è stato ancora più importante partecipare alla proiezione che si è tenuta  nello stesso cinema Mexico (quindi “in casa”). Ci tenevo non solo perché amo le storie delle esperienze di vita degli altri, e amo raccontare storie io stessa – che siano reali o frutto di una creazione artistica che della vita racchiude il nocciolo – ma anche perché la storia del signor Antonio Sancassani rinfresca e porta insieme sollievo e speranza: sentimenti che nascono dalla consapevolezza che esistono persone che hanno il senso del valore,  e spendono i loro giorni per condividerlo con gli altri.

Antonio Sancassani è un uomo che ha fatto della libertà dall’asservimento alle logiche di mercato, della creatività, e della passione per il cinema d’autore, il suo percorso di vita e al tempo stesso il marchio distintivo del suo cinema, che resiste ancora fra le poche monosale sopravvissute nella città di Milano.

Un uomo da ringraziare, e da prendere ad esempio.

Quando il signor Sancassani, prima di salutarci dopo una breve chiacchierata mi ha chiesto: “Le è piaciuto il film?”  ho risposto che mi aveva emozionata. Non avrebbe potuto essere diversamente.

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Il trailer del film Mexico! Un cinema alla riscossa:

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Qui trovate l’elenco delle sale che proiettano il film.

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