Vi racconto un altro interessante incontro svoltosi durante il festival MiVeg 2016: protagonisti questa volta, dopo Animal Law, sono i Santuari per animali attivi in Italia.

Questo è quello che ci hanno raccontato i loro fondatori.

 

Sara D’Angelo, Vitadacani

 

Animali, non cose!             

Sara ci spiega che gli animali sono ormai considerati esseri senzienti sia secondo l’Articolo 13 del Trattato di Lisbona, sia a livello giurisprudenziale, e ci riporta il caso della separazione consensuale di due coniugi, i cui gatti di famiglia erano stati adottati alla donna, con la quale sarebbe andata a vivere la figlia della coppia: questo dimostra che nel caso specifico è stato considerato importante preservare il rapporto affettivo fra la bambina e i felini. Allo stesso modo, i componenti di una coppia possono fare un accordo scritto per avere eguale diritto al rapporto con un animale di cui si occupavano insieme in precedenza.

L’animale infatti non può essere collocato nell’area semantica delle “cose”, ma deve essere riconosciuto, come detto sopra, come essere senziente.

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Nel 2010 è stata applicata una legge europea che rende costituzionale la tutela del sentimento verso gli animali; inoltre, le norme di regolamentazione condominiale non possono più vietare di tenere animali domestici nella abitazioni.

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Un altro caso portato ad esempio da Sara D’Angelo è quello di una signora che, in seguito al ricovero in una residenza per anziani, chiese di potere vedere periodicamente il suo cane, affidato a un’amica in seguito all’impossibilità di occuparsene.

E’ riconosciuto come animale di compagnia ogni animale tenuto dall’uomo presso il suo alloggio per compagnia, animali detti“da reddito” inclusi.

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E’ ora in vigore il divieto di pignoramento: gli animali non possono essere venduti all’asta.

Un altro recente progresso nell’ambito del diritto animale riguarda un articolo del codice della strada: nel 2010 è stato istituito l’obbligo di prestazione di soccorso animale in caso di incidente, anche da parte di eventuali testimoni.

 

Le emozioni provate dagli animali sono ormai dimostrate anche scientificamente, ma nonostante questo al contempo sono ancora consentite pratiche considerate “tradizionali” che ledono gli stessi animali: gli esseri animali devono essere riconosciuti come soggetti deboli da tutelare, non perché dotati di valore economico o limitatamente all’ambito della conservazione di una specie in via di estinzione.

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Queste dolcissime cagnoline, che arrivano dalla Calabria, indossavano un cartellino con scritto “Adottami”…il mio cuore si è infiammato e disciolto all’istante, nel desiderio di portarle via con me…

In Francia e Germania i diritti animali sono inseriti nel codice civile, mentre secondo il diritto civile italiano gli animali sono considerati oggetti, come nella giurisdizione tradizionale del diritto romano: dal momento che il valore morale di un oggetto è pari a zero, nessun risarcimento è contemplato per un danno nei suoi confronti.

Si rende assolutamente necessario e urgente l’inserimento degli esseri animali nel codice civile, perché vengano riconosciuti come esseri senzienti dotati di intrinseca dignità (art. 43 bis).

I santuari sono fondamentali per la liberazione animale: si tratta dei luoghi dove avviene l’incontro fra esseri umani ed esseri animali che fino a un momento prima vivevano nella condizione di schiavi.

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Un santuario è un rifugio che accoglie animali salvati dall’industria della carne. Qui gli animali liberati trovano la loro casa, per la vita. Non vengono effettuate adozioni, e non è prevista una nuova immissione in natura: per questi animali la natura non esiste, non riuscirebbero a sopravvivere.

Nel 2012 è stata creata la Rete Santuari Animali Liberi.

Per la legge italiana i santuari non esistono: devono prendere il nome di “allevamenti”: ma in nessun tipo di allevamento esiste benessere per un animale; è quindi necessario arrivare a un riconoscimento giuridico dei santuari italiani. Questo anche perché l’etichetta “allevamento” andrebbe evitata anche per preservare la sicurezza degli animali.

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Di cosa si occupa, un santuario? Queste sono le sue attività principali:

-Cura degli ospiti del rifugio;

-Comunicazione: ogni ospite del santuario diventa portavoce della propria specie, mostrando come avrebbe diritto a vivere. Da “animale da reddito” diventa “animale da debito”.

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Christian Luciani, Ippoasi

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“Cambiamento” è una delle parole chiave nell’Antispecismo: il cambiamento deve essere normativo e culturale insieme.

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Un santuario è un rifugio che ha anche la responsabilità di promuovere il cambiamento.

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In che modo?  attraverso banchetti informativi, investigazioni, promozione della conoscenza (che aiuta a sconfiggere l’ignoranza), con l’organizzazione di visite guidate  e  l’impegno in ambito sociale, attraverso collaborazioni con altre realtà. Tutto questo porta ad una realtà diversa, che non possa contemplare l’affermazione “ Io non lo sapevo”.

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Francesco Cortonesi, fotografo, progetto IoStoConBruno, curato in collaborazione con LEAL, Lega Antivivisezionista

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Nell’ex zoo di Cavriglia (Arezzo) un orso, dono dell’Ex Unione Sovietica, ha vissuto in gabbia per 30 anni.

Si trattava di uno zoo “invisibile”, in un parco con gabbie mimetizzate, in un comune gestito da cacciatori.

Francesco Cortonesi portava avanti un progetto di reportage sugli ex manicomi, che in seguito si è allargato, includendo i luoghi detentivi per animali. Ciò che li accomuna è la completa spersonalizzazione dell’internamento: non a caso è di uso comune l’espressione “trattati come animali”; esiste infatti una percezione della spersonalizzazione animale, dell’esclusione di qualsiasi differenza fra un individuo animale e un altro, considerati come meri “numeri”.

Gli animali sono tanti Silvio Pellico che raccontano le loro prigioni.

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Gli animali protagonisti del lavoro di Francesco Cortonesi sono due in particolare: la maialina Cara, che per dieci anni ha vissuto rinchiusa in una voliera per aquile, e che adesso vive libera nel santuario Ippoasi, e l’orso Bruno, il cui gesto di tenere la testa appoggiata contro il muro esprimendo tutto il suo sconforto, diventa presto un’immagine virale.

Bruno se ne è andato a 36 anni, nell’ottobre del 2016: era l’unico animale a essere rimasto nell’area del parco di Cavriglia, considerate le condizioni di salute precarie che non consentivano un suo trasferimento (come era invece avvenuto per tutti gli altri animali, distribuiti nei santuari italiani in seguito allo smantellamento dello zoo, avvenuto nel gennaio del 2016), ovviamente dopo un  intervento volto a migliorare le sue condizioni “abitative”.

La sua preziosa esistenza ha contribuito a mettere in luce la triste realtà degli animali prigionieri.

 Il 90% degli zoo italiani sono fuori regola con le leggi sul benessere animale.

Agli animali prigionieri degli zoo non viene dato un nome: il motivo è che in questo modo si evita che i visitatori si affezionino a loro (non possono chiedere: “come sta x?”); la spersonalizzazione è una delle tecniche usate dagli zoo per ingannare il loro pubblico.

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La sospensione del tempo che i detenuti sperimentano nelle carceri è la stessa che si verifica per gli animali negli zoo.

In conclusione è necessario reimpostare la società e abolire la detenzione degli animali solo a fini di lucro.

 I santuari sono luoghi nei quali si sviluppa l’empatia. Cosa serve, per creare un santuario?

-un luogo;

-risorse umane;

-risorse economiche (in quanto non esistono sovvenzioni), anche per il recupero psico-fisico degli animali salvati.

Esiste una CARTA DEI VALORI della Rete dei Santuari Italiani, che potete consultare qui.

 

Il MiVeg è anche occasione per fare conoscenza con realtà che operano eticamente in svariati ambiti che interessano il vivere quotidiano: alimentazione, abbigliamento, e altro ancora.

Miveg

MiVeg

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Il consiglio è quello di fare come me:avvicinarsi per curiosare e fare domande, prendere appunti di nomi e attività che potrebbero fare al caso nostro, e poi, come sempre, approfondire.

La cosa più importante è prendere, e tenere sempre allenata, la consapevolezza.

MiVeg

La vita di un animale merita il nostro impegno volto a ridarle voce e dignità, quando fossero vergognosamente e tristemente perdute.

MiVeg

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Qui la prima puntata del reportage sul MiVeg 2016.

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Per approfondimenti:

animaliliberi.org

www.vitadacani.org

www.ippoasi.org

www.leal.it

 

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