Nella serata che Noureddine Khourchid e il suo ensemble dei Dervisci Rotanti hanno offerto al Teatro dell’Arte di Milano, abbiamo potuto assistere alla vorticosa danza dei dervisci, accompagnati dal canto e dalla musica dei musici che li accompagnavano, cantando una danza.

Quello dei dervisci è un rito, e per gli “spettatori” a teatro è stato occasione di meditazione.

Noureddine Khourchid & i Dervisci rotanti
Noureddine Khourchid & the whirling Dervishes of Syria

I sufi rappresentano il perfetto esempio di come l’arte avvicini al divino, e ne sia voce ed espressione.

Noureddine Khourchid ha iniziato a cantare all’età di 5 anni durante le cerimonie religiose del suo paese, la Syria, ed è ora la voce guida di un ensemble composto da dieci cantanti e due dervisci, la Noureddine Khourchid & The Whirling Dervishes of Syria.

Il poeta persiano Jaladdin al-Rumi, vissuto nel XIII secolo, era un mistico che, con la sua poesia echeggiante il suono dei Mondi Celesti,  ha lasciato piccoli scrigni di significato che attraversano il tempo. Nel 1249, Rumi fonda la confraternita dei Dervisci Rotanti, della quale diventa anche guida spirituale.

Secondo Rumi, la Luce e il Suono sono i canali attraverso i quali si manifesta l’amore divino: il sufismo, che poggia le sue basi sull’anelito di tutti gli esseri umani verso l’amore e la bellezza, è una pratica di elevazione spirituale, e vede nella danza e nella musica gli strumenti centrali.

Attraverso la ripetizione cantata dei nomi di Dio (dhikr) e la danza (sama/sema), i dervisci viaggiano attraverso i mondi interiori, oltre ogni confine spazio-temporale.

La lunga tunica bianca dei dervisci diventa una ruota di luce, così come il corpo rotante si fa canale per entrare in comunione con il divino, attraverso un lungo esercizio interiore che porta a equilibrare il centro della coordinazione motoria del corpo con quello intellettivo ed emozionale, fino ad arrivare ad uno stato di super-coscienza.

La serata proposta a Milano da Triennale Teatro dell’Arte è stata una finestra sull’esperienza mistica del sufismo.

 

I danzatori entrano indossando un mantello nero, simbolo dell’ignoranza e della materia sopra la tunica bianca, che simboleggia la luce e il distacco dall’Ego, e che indossano insieme a un alto cappello marrone, che rappresenta la pietra tombale. Si siedono ai due capi estremi della lunga fila orizzontale formata dall’intero ensamble.

I musici e cantanti (mëtrëp) siedono, e iniziano a liberare il suono, attraverso la voce e gli strumenti a corda, a percussione, e a fiato, accompagnandosi con gesti rituali delle mani, e indossando, per tutta la durata dell’esecuzione, un atteggiamento dignitoso e ieratico.

I danzatori si alzano e iniziano a muoversi, acquistando un ritmo sempre più veloce, che, come per un incanto alchemico, attutisce poco a poco lo scalpiccio dei passi che si avverte all’inizio, come in una suggestione allucinatoria, come grandine lieve che cade su un prato.

Socchiudendo gli occhi, ho lasciato spazio in alcuni istanti all’ascolto del suono, per poi sbattere le palpebre e far danzare le pupille insieme alla scia luminosa dei dervisci rotanti.

Al termine della serata, Noureddine Khourchid e i suoi compagni si sono resi disponibili a incontrare il pubblico, dimostrando di voler condividere l’aroma del giardino di luce nel quale ci hanno traghettati.

“Ascolta la storia narrata dal giunco, di come è stato separato: Mi hanno tagliato tagliato dal canneto, e da allora il mio lamento ha fatto gemere l’uomo e la donna […]. ogni essere che risiede lontano dalla sua fonte aspira ad essere riunito ad essa”.
Questo è il modo in cui i Sufi cantano della loro separazione dalla loro fonte di origine e il loro desiderio ardente di ritrovarla”

(Il lamento del NeyJaladdin al-Rumi)

 

***

 Credits:

voce principale: Noureddin Khourchid
cori & Riqq: Hassan Arbach
cori & Duff: Mohamad Kahil e Hamdi Malas
cori: Adel Halima
cori & Ud: Basem Kadmani
dervisci rotanti: Hatem Aljamal e Mahmoud Altaier

14 thoughts on “Noureddine Khourchid e i Dervisci Rotanti della Syria: una danza sul cammino dell’Estasi”

  1. In Turchia spesso fanno di questi spettacoli. I dervisci sono incantevoli. Vederli roteare con quegli abiti è meraviglioso!

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