Nell’introduzione alla mia tesi di laurea, scrivevo: Nella loro attività artistico-terapeutica ( Alejandro e Cristobal Jodorowsky) la finzione teatrale rappresenta lo strumento per riconquistare l’autenticità della persona, in contrasto con la manipolazione e l’inautenticità del reale quotidiano socialmente imposto e inconsciamente assorbito.”

Ho preso parte ad alcuni seminari che Cristobal ha tenuto in Italia anni fa, prima di laurearmi con una tesi in Dams Teatro dal titolo “La drammatizzazione delle emozioni nel teatro di Alejandro e Cristobal Jodorowsky”: l’unione dell’arte teatrale con un percorso di crescita spirituale era per me estremamente attraente, in quanto univa due ambiti fondamentali della mia vita.

Conoscevo già in modo piuttosto approfondito la storia e il lavoro di Alejandro Jodorowsky, i cui libri avevano contribuito a infittire la mia biblioteca; quando ho letto “Il collare della tigre”, autobiografia dell’infanzia, prima giovinezza e maturità di suo figlio Cristobal, ne sono rimasta folgorata, entusiasta al pensiero che avrei avuto occasione di studiare con lui.

Cristobal Jodorowsky
Il collare della tigre – Cristobal Jodorowsky – Ed. Tea

Nel suo libro, che è anche biografia dei componenti del proprio albero genealogico, Cristobal racconta con dovizia di dettagli ogni singola ferita che si è trovato ad affrontare fin da bambino, e soprattutto, come sia poi arrivato a sciogliere i nodi che queste ferite avevano creato nel suo inconscio.

Con Cristobal ho affrontato diverse tematiche per me molto “calde”, e non è stato facile: il lavoro sui propri nodi richiede grande sincerità, coraggio, e una autentica volontà di guardarsi allo specchio. Ma, fino a quando non si inizia a fare sul serio, sarà facile equivocarsi su quale sia, effettivamente, il vero specchio:  le persone che la vita mette sulla nostra strada, per avere occasione, attraverso il confronto che la relazione inevitabilmente innesca, di guardare con onestà alle parti di noi stessi che richiedono cura e guarigione.

Psicoteatro - Cristobal Jodorowsky
Locandina della serata di Psicoteatro con Cristobal Jodorowsky, al Teatro Dehon di Bologna

Tempo dopo, la sera del 18 Novembre 2016, guardo Cristobal Jodorowsky percorrere il palcoscenico del Teatro Dehon di Bologna facendo dono all’affollatissima platea di un’energia incontenibile. Parla di sé, della sua infanzia e adolescenza sopra le righe, del carico prezioso di appartenere all’albero genealogico degli Jodorowsky, e di nascere in una famiglia di artisti sciamani surrealisti che lo lanciano prestissimo in caduta libera fra le braccia del Mondo. Parla di sé, ma in realtà racconta di quel Tutti che lo racchiude come nome collettivo: ogni persona seduta in platea è coinvolta, e oltre, in un abbraccio che unisce il pianeta intero. Dietro di lui campeggia una grande carta dei tarocchi, e una sedia (apparentemente) vuota, dedicata allo spirito in – presenza della guaritrice Doña Maria, coadiuvante nel grande rito dello Psicoteatro.

Cristobal Jodorowsky, Psicoteatro
Cristobal Jodorowsky, Psicoteatro – foto di Lucia Giordano

Sul palco vengono incarnati i grandi archetipi dell’inconscio collettivo che riguardano tutti gli esseri umani, accomunati da blocchi psicologici, desideri reconditi e sete di amore. Con una verve irresistibile Cristobal viaggia in un flusso inarrestabile indossando una veste collettiva: tutti siamo messi davanti a uno specchio impietoso e al tempo stesso guaritore, che, imboccandoci di spunti, elabora chiavi di volta utili per innescare un cambiamento di pelle.

Cristobal Jodorowsky, Psicoteatro
Cristobal Jodorowsky, Psicoteatro – foto di Lucia Giordano

Cristobal Jodorowsky cita il cervello primitivo, il cosiddetto  cervello rettiliano, sede degli istinti primari e delle funzioni vitali.

Il cervello rettiliano è il più antico dei tre cervelli (secondo la tripartizione del cervello del neurologo americano Paul Mc Lean): si incarica della nostra sopravvivenza, ed è quindi quello che si oppone al cambiamento, rimanendo attaccato anche al dolore e ai mali più radicati (ciò che paradossalmente dona più sicurezza, rappresentando il “noto” e l’abitudine).

Il mondo concettuale e quello emozionale sono influenzati dalla dimensione del cervello rettiliano, e conseguenza è una staticità del comportamento.

Il rito si inserisce in questo meccanismo come il mezzo più efficace per permettere il cambiamento, e creare nuove strade attraverso cui cambiare pelle psicologica: il rito teatrale è fin dall’antichità lo strumento di catarsi più potente, e lo Psicoteatro di Jodorowsky ne ripropone la grande forza come agente di cambiamento.

Le risate colme di empatia sfociano nella condivisione di una meditazione guidata e di un rito collettivo rivolto al bambino interiore di ognuno, che per tutta la vita occupa dimora dentro l’adulto ferito.

A conclusione della serata sono estratti i nomi di tre persone del pubblico (prima dell’inizio dello spettacolo eravamo stati invitati, qualora lo desiderassimo, a scrivere il nostro nome su un foglietto, e a inserirlo in un’ampolla), alle quali Cristobal, ascoltando un quesito per loro particolarmente importante, offre una consulta pubblica attraverso i tarocchi, suggerendo anche l’attuazione di un atto psicomagico su misura, volto a sbloccare e guarire la situazione che lo richiede.

Anche chi assiste e ascolta riceve qualcosa: come spesso accade anche nell’ambito di seminari esperienziali, si ripete quel “miracolo” che fa sì che il gruppo che condivide un’esperienza di guarigione sia composto da persone con vissuti simili.

Usciamo dal teatro con la sensazione di aver fatto una doccia di energia positiva, indossando il profumo di una rinnovata e sorridente speranza.

Cristobal Jodorowsky, Psicoteatro
Cristobal Jodorowsky, Psicoteatro – foto di Lucia Giordano

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Per informazioni sugli appuntamenti con Cristobal Jodorowsky in Italia:

https://cristobaljodorowskyeventiitalia.com/

Per informazioni sul percorso di studio con Cristobal Jodorowsky offerto dalla scuola Metamundo (in Italia la sede è a Bologna, dove corsi e seminari sono organizzati dall’associazione L’ Ailanto):

http://metamundo-online.com/

2 thoughts on “Psicoteatro con Cristobal Jodorowsky: e se guarissimo la nostra infanzia?”

    1. Grazie Rossella,
      questa tua condivisione mi rende molto felice, perché espandere la consapevolezza, anche attraverso Profondo Viaggio, è proprio uno degli obiettivi più preziosi sui quali si focalizza la mia attività artistica e culturale.
      Parlerò ancora degli Jodorowsky, e di argomenti affini….passa a leggermi! 🙂

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