(Aprile – Maggio 2016)

Il Marocco è tornato a chiamarmi, intrufolandosi nella matassa di progetti di viaggio e di vita (fra le quali io sento un’identificazione) che coccolavo con la mia in-determinatezza creativa magicamente in grado – nell’arte come nella vita (per me gemelle) di partire da un’idea, e nell’inciampo, trasformarla in qualcosa di diverso, ma profondamente connesso alla visione originaria.

Esplorando spunti e opportunità in quel mondo colorato, confusionario e curioso che è Couchsurfing (www.couchsurfing.com) con i suoi gruppi divisi per luoghi e interessi, mi imbatto nell’annuncio di un ragazzo marocchino che è fra gli organizzatori di un festival cinematografico dedicato ai cortometraggi e al mare: Abdou cerca persone che entrino a far parte dello staff del festival, offrendo in cambio vitto e alloggio a Mirleft (la cittadina nel sud del Marocco dove da ormai tre edizioni si svolge il festival) e un giro guidato nei dintorni.

Viaggio + Cinema + Mare + Scambi culturali : l’offerta è troppo ghiotta per quel che mi riguarda. Non posso rifiutare!

Di getto scrivo ad Abdou, candidandomi e indicandogli anche i link ai miei progetti online di scrittura e fotografia. Abdou mi risponde di lì a poco, scrivendomi che gli piacciono molto le mie fotografie, e proponendomi quindi di essere inserita fra i fotografi del festival.

Accetto.

Il festival si svolge dal 5 al 9 Aprile, ma io decido subito che rimarrò molto più tempo.

La ricerca passa su Workaway (www.workaway.info), altra fonte preziosa nella creazione dei miei viaggi: si tratta di una piattaforma dedicata all’incontro fra host (= Ospiti) che propongono un loro progetto/attività (artistico, lavorativo, di vita, ecc.) per il quale necessitano l’aiuto dei workawayers (= i viaggiatori), offrendo in cambio vitto e alloggio a tempo determinato o indeterminato (a seconda del progetto e degli accordi presi).
Trovo il progetto di Tessa, una donna italiana che vive a Essaouira, sulla costa atlantica marocchina, insieme a un numero imprecisato di animali di varie specie (asini, un cavallo, cani, gatti, galli e galline) quasi tutti salvati e recuperati da lei: sento che quel luogo potrebbe assomigliare molto alla mia idea di paradiso in terra.

E’ da tempo che sto attendendo l’occasione giusta per dare il mio contributo ad attività per e con gli animali in Italia e nel mondo, con l’obiettivo ulteriore di fare di tutte le esperienze raccolte un reportage. Questa sarà la prima tappa.

Contatto Tessa, sulla quale leggo commenti entusiastici lasciati dai workawayers precedenti. Mi risponde entusiasta, io lo sono della sua risposta, e concordiamo che dopo il festival andrò da lei.

Fra il festival e il progetto con Tessa programmo alcune esplorazioni lungo il corpo di questo paese, del quale mi ero innamorata a 15 anni, durante una vacanza con i miei genitori, convincendo mia mamma a tornare con me una seconda volta, poco tempo dopo (…e dopo aver tentato di tornarci anche da sola…).
Alcune tappe saranno condivise con un’altra partecipante al festival, Aurore, una ragazza francese che vive in Toscana, e con la quale parte uno scambio di e-mail. Ci incontreremo dal vivo a Marrakech: fissare un appuntamento al Cafè de France di Marrakech sprigiona all’istante un profumo di spezie, gelsomini e polvere rossa.

Il viaggio ha inizio circa due mesi dopo.

 

3 thoughts on “Solcando il Marocco – Prologo”

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