Oggi, 21 Giugno, è il giorno più luminoso dell’anno, il momento in cui salutiamo, con il Solstizio d’estate, l’inizio della stagione del sole.

 

Ho dedicato una visione al Solstizio d’Inverno, e un post dove parlo delle radici di questa celebrazione pagana.

Oggi potrebbe essere un giorno come altri, con un risveglio, una serie di azioni inanellate l’una all’altra che conducono alla sera, alla notte, e al giorno successivo.

Io credo però che sia prezioso, e fonte di salute interiore, accogliere e celebrare i riti di passaggio che la Natura, nella sua profonda saggezza, ci offre la possibilità di vivere, attraverso l’avvicendarsi delle stagioni.
Sono occasioni per esplorare i nostri paesaggi interiori, sentire dove è arrivato il nostro viaggio, disegnare nuove ri-partenze che in realtà erano sempre state lì, piccoli bozzoli che aspettavano solo lo spuntare delle ali.

Ma abbiamo anche, rimanendo nel tema caro ai viaggiatori di ogni tipo, un ottimo pretesto per scandagliare la geografia urbana (e non) dei luoghi che abitiamo, dalla nascita, per un momento della vita, e comunque in questo presente. Da oggi le giornate saranno più lunghe, con tanto tempo a disposizione per essere vissute. Per essere viaggiate.

L’invito è quindi quello di prendere una mappa della propria città o del luogo nel quale si vive il proprio quotidiano, e scegliere quale reticolato di quei segni così affascinanti ed enigmatici ci attrae di più. Un tram, un autobus, una bicicletta o le proprie forti gambe ci accompagneranno nel cuore di una dimensione sicuramente nuova, perché osservata con occhi resi lucidi e puliti dalla fame di fare conoscenza con…proprio come fosse l’incontro con un essere umano, un vicino con il quale ci si sfiora quasi ogni giorno senza mai avvicinarsi davvero. Senza mai togliersi gli occhiali da sole dal naso.

Questa è la pigrizia che indossiamo spesso quando, ogni giorno, ci prepariamo a un nuovo incontro con la nostra città. Che peccato!

Il Solstizio d’Estate può essere una promessa: quella di sfruttare il dono di avere ogni giorno un’occasione per diventare intimi con i nostri luoghi.

Perché i luoghi sono vivi. Come noi.

 

* Questo è uno spazio bianco da riempire con le tue immagini e le tue parole *

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