Tarantella – spettacolo di musica e balli popolari è un progetto di Catartika, associazione attiva sul territorio campano nell’organizzazione di eventi di arte e cultura.

Lo spettacolo del 6 dicembre è stato proposto nel suggestivo centro culturale di Domus Ars, ex chiesa sconsacrata del XIV secolo che si trova a Spaccanapoli, nel cuore del centro storico di Napoli.

Tarantella
La locandina dello spettacolo “Tarantella” di Catartika

Il genere della danza e della musica tradizionale conosciuto con il nome di tarantella viene citato per la prima volta nel XVII secolo, per poi diventare, nel XIX secolo, uno dei simboli della cultura tradizionale del Regno delle Due Sicilie.

Le origini della tarantella sono molto affascinanti, e sono da rinvenire nel fenomeno del tarantismo pugliese, ovvero una sindrome di isterismo (principalmente femminile) che provocava prostrazione e delirio. Si credeva che il tarantismo fosse dovuto al morso di un ragno (la tarantula, appunto), e che potesse essere curato attraverso una vera e propria terapia musicale: grazie all’intervento di un gruppo di musicisti (suonatori degli strumenti della tradizione popolare, come il violino, l’organetto, il tamburello, e altri), che eseguivano la pizzica o la tarantella, si induceva una sorta di trance nel tarantato, che, danzando fino allo sfinimento, riusciva in questo modo a sfogare la malattia, e ad annientare la tarantula che si pensava lo possedesse; in questo senso si parla quindi di un vero e proprio esorcismo musicale.

In ogni tradizione e superstizione popolare troviamo un fondo di verità, che in questo caso conferma l’effetto terapeutico che la danza e la musica hanno sul corpo e sulla psiche.

Se al giorno d’oggi il rituale legato al tarantismo sopravvive solo in alcune zone remote della Puglia, la tarantella come forma di danza e musica popolare mantiene intatto tutto il suo prepotente fascino, offrendo un concentrato di energia passionale senza pari.

Lo spettacolo offerto dagli artisti di Catartika è stato un’esplosione: di colore, di energia, di sensualità.

La tinta dominante: il rosso. Il ritmo: terzine scatenate in una danza corale.

La coppia dei due incantevoli ballerini ci ha fatti viaggiare nella storia di un incontro e del suo sviluppo amoroso, del quale ognuno ha potuto tracciare le sue personali sfumature, da un lento e delicato approccio, fino allo scoppio dell’emozione; grazie all’accompagnamento di un ensemble di tre abili musicisti, danza, canto e musica sono diventati un tutt’uno irrefrenabile, fiume di note e colore che ha trascinato con sé fino alla fine un pubblico ammaliato.

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É stato come bere, senza mai tirare il fiato, una lunga sorsata di un vino rosso dal sapore verace, lasciandolo cantare in gola e nel corpo, mentre la sua lingua di fuoco riscalda l’animo.

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Alla fine, il rosso è esploso: nelle fattezze di un volto tatuato su un foulard morbido e arioso, nella ruota di un abito che indica l’intreccio dei piedi, risalendo in una serpentina fino all’incrocio delle mani che agitano le castagnole con altre mani che lanciano un invito, in passionale combutta con  sguardi di brace.

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Tarantella

Lunghi applausi.

 

(Ph.: Gaia Diana Dalia Gulizia)

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Per un approfondimento sul tarantismo:

La terra del rimorso – Ernesto De Martino, ed. Il Saggiatore

 

2 thoughts on “Tarantella: il delirio della passione in danza e musica”

  1. Adoro la danza popolare soprattutto quando viene ben teatralizzata. Dalle foto pare che questi di Catartika sono proprio il tipo di super artisti che piacciono a me! Spero di poterli vedere dal vivo prima o poi.

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