Translational Music – la musica che cura

Translational Music – la musica che cura

Alla fine del mese di maggio ho avuto la fortuna di prendere parte a un seminario esperienziale di due giorni con Emiliano Toso, biologo cellulare e musicista compositore, che negli ultimi anni ha creato con la sua musica una vera e propria forma di terapia. 

L’incontro è stato reso possibile dalla Fondazione Zegna (artefice anche della splendida Oasi di cui racconterò in un prossimo articolo).

Emiliano definisce la sua musica come “Un mare di cellule sotto un cielo di musica“: Translational Music è una musica che passa da un piano all’altro, ed è il risultato dei percorsi di crescita che Emiliano ha sperimentato, da quello scientifico con la biologia molecolare, alle terapie alternative come il reiki, lo studio dei cristalli, e lo sciamanesimo.

Translational Music
Emiliano Toso al pianoforte

Il progetto di Translational Music parte nel 2013: da allora Emiliano Toso contribuisce, con la sua musica ispirata da stati interiori profondi, al benessere degli altri esseri umani, attraverso la collaborazione con operatori olistici, centri yoga, ma anche con medici “tradizionali”, ispirando inoltre la creatività di scrittori e artisti.

La musica di Emiliano Toso apre molte conferenze nell’ambito della crescita personale, come quelle condotte da Gregg Braden, Neale Donald Walsch e Bruce Lipton, con il quale Emiliano collabora attivamente.

Emiliano suona con l’accordatura di 432 Hertz, coerente con le frequenze che regolano l’Universo; si tratta di un’accordatura che induce alla rilassatezza e alla creatività, e rende “liberi dal controllo”, rispetto all’accordatura a 435/440 Hertz, che viene usata abitualmente, anche in molti passaggi televisivi, allo scopo di imbrigliare e influenzare la nostra attenzione e le nostre scelte, come consumatori e attori sociali.

Il suono del Pianeta Terra è di 8 Hertz, e si accorda con la vibrazione dei 432 Hertz.

La musica a 432 Hertz porta benefici psicofisici, proprio in virtù del suo essere accordata sulle stesse frequenze che regolano i processi del corpo umano. Le onde sonore accordate a 432 Hertz portano a un equilibrio generale di mente e corpo, modificando in positivo le funzioni corporee e le onde cerebrali.

Lo stesso Giuseppe Verdi, in una lettera indirizzata alla commissione musicale del governo d’Italia nel 1884, aveva sollecitato la riduzione dai 435 Hertz “istituzionali” ai 432 Hertz. Ma senza successo.

Emiliano spiega come la vibrazione delle nostre cellule si attivi diversamente a seconda delle frequenze: a 440 Hertz la loro vibrazione sarà meno nitida che a 432 Hertz. A 440 Hertz si ha un’energia maschile, di “attivazione”, mentre a 432 Hertz l’energia che riceviamo è improntata alla morbidezza e alla rilassatezza.

Nel corso delle due giornate di seminario, il gruppo di partecipanti del quale faccio parte ha la possibilità di apprendere dalle parole di Emiliano nozioni importanti sulla connessione fra la biologia del nostro corpo e gli effetti terapeutici del suono.

Ma non solo: abbiamo l’occasione di sperimentarne gli effetti in prima persona, grazie all’ascolto della musica suonata da Emiliano al bellissimo pianoforte a coda messo a disposizione dalla Fondazione Zegna negli spazi dell’hotel Bucaneve, mettendoci in gioco come creatori della nostra stessa esperienza di autoguarigione. 

Translational Music

Translational Music

Translational Music

Emiliano ci invita a fare alcuni esercizi di visualizzazione nei quali si intreccia l’azione terapeutica combinata di colore e suono; riuniti in un cerchio di scrittura diamo vita a un racconto collettivo scritto a più mani, ma scaturito da una sola Voce; veniamo  portati sul tappeto musicale sprigionato dalle dita di Emiliano, che volteggiano lievi sul pianoforte.

Translational Music

Translational Music

Scopriamo una disciplina molto importante: quella dell’epigenetica, conosciuta anche come la biologia delle credenze, dal titolo del libro di Bruce Lipton, lui stesso biologo cellulare, che spiega come siamo noi stessi a controllare e influenzare i nostri geni, con tutte le conseguenze del caso. Questa importantissima scoperta ci “libera”, se solo lo vogliamo: spezza la catena rafforzata dal credere che tutto sia scritto in modo indelebile nel nostro DNA e in ciò che abbiamo ereditato dai nostri antenati, e che non abbiamo alcun potere per cambiare la nostra vita nella direzione che desidereremmo.

Possiamo sorridere: siamo liberi di impugnare la penna, il pennello, o uno strumento musicale, e fare della nostra vita, da ora in avanti, ciò che vogliamo. E’ vero, non è immediato né del tutto semplice, ma è possibile, per tutti.

Emiliano ci spiega come la genetica sia “scritta a biro”, mentre l’epigenetica è “scritta a matita”; è la membrana esterna della cellula a essere sensibile alle influenze esterne, adattandosi a ogni situazione diversa.

Translational Music

La quasi totalità delle scelte dei nostri stati d’animo è fatta dalla mente subcosciente, che si attiva nei primi 7 anni di vita influenzata dall’ambiente esterno ed è molto più potente della mente conscia; è la mente subcosciente che programma le frequenze sulle quali viaggiamo in età adulta.

L’epigenetica sfata il mito del determinismo genetico, portandoci alla consapevolezza di avere a disposizione un copione (o uno spartito) personale da ri-scrivere a nostro piacimento: abbiamo la possibilità di riprogrammare letteralmente la genetica delle nostre cellule, ed è facile capire come questo abbia una ripercussione decisiva sulla salute psicofisica: per convincerci della possibilità di un rinnovamento totale, basti pensare che 1000.000 cellule muoiono ogni giorno, sostituite da 1000.000 nuove cellule.

Come afferma il professor Paolo Vineis (professore di epidemiologia ambientale all’Imperial College di Londra): “l’interpretazione dello spartito è l’interazione con l’ambiente”. A seconda di come leggiamo l’ambiente esterno, possiamo interpretarlo in modo diverso, accendendo i geni del nostro DNA.

Emiliano ci racconta, come fosse una favola magica, di come le cellule abbiano un loro suono, e di come noi esseri umani emettiamo suoni con frequenze non udibili in ogni momento della giornata.

Ascoltare le affascinanti nozioni di base sulla biologia del corpo umano, in relazione con gli effetti terapeutici del suono, porta anche spunti di riflessione sul modo di relazionarsi dell’umanità.

Il corpo umano è una comunità di 50.000 miliardi di cellule che collaborano fra loro, e ognuno di noi è una cellula della grande comunità che è l’umanità, alla quale porta la propria personale vibrazione. Le cellule si comportano in modo simile agli esseri umani: si scambiano informazioni, sviluppando in questo modo la loro crescita.

La sera del primo giorno di seminario c’è una sorpresa: Emiliano Toso si esibisce insieme alla violoncellista Lorena Borsetti e alla danzatrice Alice Serra, in un concerto di vicendevole ispirazione e traduzione di linguaggi artistici. Il risultato è una profonda emozione, per gli artisti e per gli ascoltatori, che a loro volta hanno tradotto interiormente le immagini e i suoni condivisi.

Non a caso il titolo della serata e del concerto-spettacolo è La danza della vita.

Translational Music
Emiliano Toso al pianoforte, Lorena Borsetti al violoncello
Translational Music
La violoncellista Lorena Borsetti
Translational Music
Lorena Borsetti, Emiliano Toso, Alice Serra
Translational Music
La danzatrice Alice Serra
Translational Music
Emiliano Toso con Lorena Borsetti e Alice Serra

La serata si conclude con una danza collettiva che coinvolge gli spettatori, abbracciata dalla voce del pianoforte e del violoncello.

Nel corso della seconda giornata esperienziale abbiamo il piacere di conoscere Wilma Camatti, la madre di Emiliano, della quale avevamo già ammirato gli evocatori dipinti ad acquerello,  che nascono come traduzione della musica del figlio. Wilma dipinge durante un’esperienza di danza di coppia, traducendo le immagini che nascono dal nostro movimento, e dalla musica suonata da Emiliano.

Translational Music

Translational Music
L’acquerello nato nel corso della danza

Emiliano Toso ha il dono della semplicità e della gentilezza, oltre che di un grande talento musicale e di un’ispirazione che arriva senza dubbio da altre dimensioni, perché possa essere di aiuto per coloro ai quali si rivolge; in queste due giornate condivise si è creata un’atmosfera di grande armonia e bellezza, grazie all’apporto di tutto il gruppo.

Translational Music

Questa esperienza è stata per me è una conferma di quanto sia importante approfondire e mantenere la connessione con la nostra dimensione più profonda, nutrire tutti i corpi di cui siamo composti, ricordando che, oltre a quello fisico, esistono anche i corpi sottili, ai quali sono collegate le nostre emozioni e i nostri pensieri: i creatori della nostra realtà, come ormai anche la scienza dimostra.

Translational Music

Vivere queste giornate abbracciati da una cornice naturale, immersi nella bellezza delle montagne piemontesi, dove si trova l’Oasi Zegna e l’hotel Bucaneve, è stato un dono ulteriore.

Translational Music

Translational Music

Translational Music

La consapevolezza della connessione costante con l’Universo di cui siamo cellule, l’esercizio di vivere ogni accadimento come messaggio per la nostra evoluzione, e tassello di un quadro molto più grande della nostra singola esistenza, sono abitudini virtuose, che fanno della nostra vita un’opera di Bellezza.

Translational Music

Translational Music

Salutando Emiliano a conclusione del seminario, ho fatto anche una bellissima scoperta: è lui l’autore delle musiche del documentario Un altro mondo  di Thomas Torelli, di cui ho parlato in questo articolo sul suo ultimo progetto, Food ReLOVution.

Ho partecipato alle giornate esperienziali con Emiliano Toso insieme a mia mamma, con la quale condivido (oltre che l’amore per arte, cultura, e viaggi) un percorso di crescita personale e spirituale: entrambe ne siamo state profondamente toccate.

Translational Music

Translational Music

 

Mentre scrivo, ascolto la musica di Emiliano, che porta le mie parole su questa pagina, e mi invita a condividere un’ultima immagine: quella del bruco che, inspirando, crea.

Dà vita a un colore e a un suono: nasce la farfalla.

Translational Music

 

***

Il sito di Emiliano Toso, con le date dei prossimi eventi.

 

One Reply to “Translational Music – la musica che cura”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

2 visitatori online
0 ospiti, 2 bots, 0 membri
Complessivo: 84 alle 06-17-2017 01:16 pm
Numero max di visitatori odierni: 8 alle 05:14 am
Mese in corso: 27 alle 10-05-2017 04:03 pm
Anno in corso: 84 alle 06-17-2017 01:16 pm