India.

India

Una parola che ha sempre sprigionato per me una fragranza unica, fin da bambina. Per una di quelle alchimie inspiegabili razionalmente (qualcuno parlerebbe di un legame con una vita passata, altri di un’affinità elettiva con la cultura di un paese lontano da quello delle mie origini) sono sempre stata attratta da tutto ciò che profumava di India, dalle profonde correnti filosofiche e spirituali alle arti performative, fra musica e danza, fino alla moda etnica indiana.

Mi è rimasto impresso il giorno in cui, insieme al mio adorato papà ho fatto visita in una delle librerie del centro di Milano: avevo appena finito il liceo, e dovevo scegliere la facoltà universitaria alla quale iscrivermi. Ho acquistato un libro di Jiddu Krishnamurti, “La ricerca della felicità seguendo la rivoluzione interiore”, che nei giorni successivi ho divorato, meditando di studiare filosofia. L’India continuava a chiamarmi, e io iniziavo ad ascoltare in modo più consapevole.

Trasferita a Roma da attrice in erba, quasi subito dopo la fine del liceo classico, sono venuta a conoscenza dei viaggi organizzati da un gruppo di studio che partecipava ai workshop tenuti dai Milon Mela, a Santiniketan in Bengala, luogo di origine del poeta Rabindranath Tagore, dove sorge anche la celebre università fondata dal poeta bengalese. Ho subito preso contatti, pronta a partire, e anno dopo anno quasi ogni anno sono stata a un passo dal prenotare il volo: ma quello verso  l’India non è un viaggio come un altro, e non si parte quando si vuole.

L’India inizia a chiamare con largo anticipo, perché sa che il Viaggiatore deve preparare l’incontro con lei passo dopo passo, e solo quando i tempi saranno maturi per lui, sarà pronto a spiccare il volo.

Il mio percorso di preparazione e avvicinamento all’incontro con l’India è passato anche attraverso un periodo di studio dell’antica danza classica indiana, il bharata natyam, nel corso degli anni vissuti a Bologna.

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Ho poi recensito lo spettacolo dei Milon Mela Ananda Lahari. Onde della Felicitàal quale ho avuto la fortuna di assistire nella splendida cornice di Cà Colmello, immersa nei calanchi emiliani.

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Il grande e colorato gruppo dei Milòn Mela
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Danza Chau – Milòn Mela

Ci sono stati libri, immagini, film visti con un fremito nel cuore. Perché il desiderio di partire, di essere in India con il corpo e con l’anima, è sempre stato forte, tanto da non riuscire quasi a sopportare l’interferenza di uno schermo.

Oggi, 26 dicembre 2016, scrivo a un mese dalla mia partenza per l’India: uno dei miei più grandi sogni di viaggio sta per realizzarsi, e ne condivido l’emozione partecipando alla bella iniziativa di Travel Dreams, nata da un’idea di Farah di Viaggi nel Cassetto, Manuela di Pensieri in Viaggio e Lucia di Respirare con la Pancia.

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Immagine realizzata per TravelDreams da martinaway.com

Leggo Travel Dreams come un incentivo alla realizzazione dei propri sogni, per chi si ciba di viaggi – quotidiani, reali e vagheggiati – a colazione, pranzo e cena: una volta che abbiamo smascherato il nostro “Travel Dreamci prendiamo l’impegno di realizzarlo, lavorando sulla fiducia, in noi stessi e nel sogno.

E, ovviamente, promettiamo di raccontarlo…

Come mi sto preparando alla grande partenza?

Dedico alla visualizzazione del viaggio una parte della mia meditazione giornaliera, perché i miei passi – e il progetto connesso – siano immersi nella luce, e ogni incontro che mi porterà sia improntato all’armonia e all’amore.

Leggo libri sull’India e resoconti di viaggio: al momento sul mio comodino e nella mia borsa, ci sono Il Mitico Viaggio in India di Jacopo Yogendra Ceccarelli, racconto autoironico della prima esperienza di viaggio in India di Jacopo, insegnante di yoga di una delle mie più care amiche e compagna di viaggio;  Oltre il fiume – diario indiano di Silvia Melloni (I libri di Terre di Mezzo – ed. Berti), diario dell’esperienza dei cinquanta giorni trascorsi nel nord dell’India dall’autrice al seguito del suo compagno, invitato a tenere un ciclo di seminari al’università di Delhi, fra incontri e profondi assaggi della realtà indiana; La Valigia delle Indie e altri bagagli di Rossana Dedola (ed. Mondadori), che riunisce le testimonianze di viaggio – geografico e culturale – di scrittori e autori cinematografici (Tagore, Ray, Rossellini, Pasolini, Moravia, Ginsberg, Flaiano, Paz, Manganelli, Tabucchi, Grass, Conte, Petrignani, Naipaul) fra i più raffinati; L’Induismo di Giorgio Renato Franci (ed. Il Mulino), piccolo saggio sulla principale corrente religiosa e culturale indiana, e sulle sue antiche radici; L’odore dell’India di Pasolini, diario del primo viaggio in India, in compagnia di Alberto Moravia ed Elsa Morante, del prezioso regista e scrittore.

Progetto di rileggere Il dio delle piccole cose, romanzo della scrittrice indiana Arundhati Roy, insieme a La città della gioia di Dominique Lapierre, e al poema epico indiano Mahabharata, e vorrei iniziare la lettura, a lungo pregustata, de L’ultimo giro di giostra del grandissimo essere umanoTiziano Terzani.

A questi si aggiungeranno altri titoli, anche e soprattutto di libri fotografici, dai quali, compatibilmente al tempo che avrò a disposizione, trarrò piccoli spunti che verranno rielaborati dalla mia sensibilità personale.

Anche il web è fonte di spunti preziosi: leggo le parole radiose e seguo i consigli olistici di Sara di DrinkfromLife, che si trova già in India da qualche settimana, ed è al suo terzo viaggio in una terra che ama tanto quanto il suo Salento. Sento Sara, blogger e artigiana salentina, molto affine a me: condividiamo interessi importanti e una visione del vivere molto simile; entrambe non possiamo fare a meno di viaggiare, ma sempre in modo consapevole, il che significa apprezzare anche e soprattutto la bellezza delle piccole cose quotidiane, che sono già viaggio. Spero vivamente di incrociare Sara in India, sicura che sarebbe un incontro emozionante e fonte di bellezza.

Cosa significherà questo viaggio per me? di una cosa sono sicura: mi farà crescere, come ogni viaggio, ma, come sento da molti che hanno già fatto il “battesimo indiano”, in modo ancora più profondo e significativo perché si tratta dell‘India, madre e incantatrice, ma anche Giano Bifronte che attraverso le sue molteplici contraddizioni fa da specchio ai nostri paesaggi interiori più inesplorati e ostici da affrontare.

Viaggerò, incontrerò esseri umani e animali, scriverò e fotograferò il mio percorso, il mio specchio e il mio specchiarmi.

Farò volontariato con gli animali, in due centri nei quali ci si prende cura di queste creature, con profondo amore e compassione: Arunachala Animal Sanctuary, è un santuario creato da Leslie Robinson una decina di anni fa in uno dei luoghi più spirituali dell’India e sacri per l’induismo, Tiruvannamallai, in Tamil Nadu: qui si trova la montagna di Arunachala (“montagna rossa”, nota anche come collina di luce), sacra a Shiva, e l’ashram di Sri Ramana Maharshi.

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La montagna sacra di Arunachala,a Tiruvannamallai
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Lord Shiva

Nel santuario di Leslie gli animali, in gran parte cani di strada, ma non solo, sono recuperati e curati con grandissimo amore, facendo ricorso anche alla naturopatia. Qui ciò che conta di più, e che non viene mai a esaurirsi, è l’amore, che come dice Leslie, resterà con queste creature per tutta la vita.

Quando ho iniziato a prendere contatto con alcune realtà indiane che ci occupano di animali, Leslie è stato il primo a rispondermi, con parole che mi hanno smosso profondamente, suscitandomi una commozione rara, che ha portato con sè un messaggio: vai da lui.

Trovate un frammento della sua storia anche in questo emozionante video realizzato da Cosmic Maps:

A Cochi, in Kerala, darò una mano a Mad Dog Trust,  altra ong trovata grazie a workaway, programma di scambio di competenze in cambio di ospitalità di cui ho già avuto occasione di parlare: grazie a Workaway, di cui ora sono Ambassador, ho già avuto modo di vivere splendide esperienze, formative e umane, a Berlino e in Marocco.

Penny Sheperd ha fondato la sua associazione anni fa insieme al marito, e continua imperterrita, nonostante le grandissime difficoltà che già una volta l’hanno costretta a chiudere, per poi ripartire più agguerrita di prima.

Mi piacerebbe poi riuscire a collaborare anche con Preethi Sreevalsan, fondatrice di Paws Thrissur , sempre nella regione del Kerala.

Prima e durante queste esperienze, che saranno documentate per un progetto iniziato in Marocco di cui parlerò a breve, ci sarà spazio per le esplorazioni geografiche, lente e attente.

Ma, come molti consigliano prima di un viaggio in India (e che vale sempre, ma lì, ne sono sicura, ancora di più), rimarrò aperta all’inaspettato, non programmabile e per questo ancora più pregno di emozione e nutrimento.

Partirò da sola, ma non ho dubbi che tornerò con una valigia di incontri profumati di vita vissuta.

 

Il viaggio (è) incessante, portato dal respiro.

 

***

Per preparare il viaggio in India:

http://incredibleindia.org/

http://www.indiatourismmilan.com/

http://www.indianvisamilan.com/

http://www.cgimilan.in/

http://www.indianembassyrome.in/

http://airindia.com/

 

http://www.viaggiaresicuri.it/paesi/dettaglio/india.html

https://www.dovesiamonelmondo.it/

 

Per esperienze di volontariato / scambio lavoro in cambio di vitto e alloggio:

https://www.workaway.info/hostlist-IN.html

 

Per cercare alloggio presso famiglie locali (donne in viaggio da sole, contattate solo altre donne!):

www.couchsurfing.org

 

Per iniziare ad approcciare la cultura indiana:

http://www.thebetterindia.com/ (solo storie positive!)

http://www.thehindu.com/

 

 

 

2 thoughts on “Travel Dreams: la mia India”

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